“Antichrist” di Lars von Trier

Locandina

2009. La più controversa personalità cinematografica danese esce nelle sale dopo aver firmato, circa tre anni prima, una commedia, con qualche sprazzo di meta-cinema, geniale: “Il grande capo”.
Nel frattempo il regista è rimasto vittima di una profonda depressione spingendolo, una volta uscito da quella maledetta situazione, a riflettere che la cosa migliore da fare, soprattutto per sé stesso, era quella di documentare, in una trilogia (in pieno stile von Trier), quell’invisibile e desolante esperienza.
Ladies and Gentlemen, per la regia di Lars von Trier, “Antichrist”.

1

Avvicinare la Natura, un qualcosa di incredibilmente vitale, seppur trascendente dai concetti di bene e male, a qualcosa di dannatamente blasfemo e maligno come Satana è qualcosa che solo una persona affetta da una profonda depressione è capace di fare. La Natura è la chiesa di Satana, secondo la protagonista, interpretata da una stupefacente Charlotte Gainsbourg. Lei è lo specchio del regista; è la trasposizione del von Trier depresso; è la versione, estremizzata, della profonda malattia che ha devastato la mente e lo spirito dell’autore danese.

Una depressione che ha luogo durante una infuocata notte di passione. La tragica morte di un figlio mentre la protagonista e suo marito (Willem Dafoe) stanno avendo un rapporto sessuale. La messa in scena usata, di questo struggente prologo, è incredibile. Lascia, letteralmente, esterrefatto lo spettatore e completamente impotente alla tragica morte di quel dolcissimo bambino. Un elegantissimo bianco e nero, con scene rallentate, insieme alla meravigliosa “Lascia ch’io pianga” riesce ad accompagnare, grazie anche ad un perfetto montaggio alternato, l’appasionante atto sessuale dei coniugi e la devastante morte del figlioletto Jack. Il risultato finale è una sensazione davvero difficile da esprimere a parole. Forse, “strana amerezza struggente” riuscirebbe a racchiudere nel miglior modo il tourbillon di sensazioni ed emozioni che lasciano questi primi cinque minuti di pellicola.

Basterebbe questo prologo, questi pochissimi minuti iniziali per prendere l’anima e disintegrarla in infiniti pezzettini e invece è solamente l’inizio di un percorso che scende giù, nel più profondo e tetro meandro abissale dello spirito umano.

Willem Dafoe, il marito, psicoterapeuta, decide di voler aiutare la moglie ad uscire da questa devastante situazione. Da qui iniziano ad intervallarsi sequenze reali ad altre molto più oniriche cariche di simbolismi con un’estetica semplicemente meravigliosa. Questi viaggi surreali nei più profondi meandri della mente, in pieno surrealismo in salsa Lynchana, portano i due coniugi a rintanarsi e a ritrovare loro stessi nella loro casetta nel bosco di Eden (ed ecco che ritorna la Natura), dove l’anno precedente, la madre e Jack avevano passato quella che sarebbe stata l’ultima estate del piccoletto.

La vicinanza con questo posto, di cui il subconscio del personaggio della Gainsbourg ha una paura primordiale, fanno affiorare tutta la folle malvagità presente nella sua persona. Il ritrovamento, da parte del marito, degli studi che la moglie aveva approfondito l’estate precedente, proprio in quel posto fuori dal tempo e dallo spazio, la denudano completamente, mostrandogli le sue pulsioni (auto)distruttive creando una spirale di inquietante e disturbante follia che porteranno i due coniugi al massacro fisico e mentale.

2

La messa in scena attorialmente minimalista (ci sono solo Dafoe e la Gainsbourg) è una scelta perfetta mettendo al centro del dramma, ai limiti del grottesco, le personalità sconvolte dei due genitori.

Il massiccio simbolismo impiegato da von Trier ha un gusto estetico che trascende l’arte stessa: l’atto sessuale alla base di un albero (millenario) è una delle scene più evocative del Cinema. La Natura ha il pieno controllo di tutto il creato tanto da avere migliaia di persone sotto le proprie spesse e profonde radici. Un’immagine indelebile nella mente di qualsiasi spettatore, tanto sconvolgente quanto inquietante e veritiera.

La guerra finale, tra i coniugi, puramente fisica e carnale, diretta magistralmente, sotto ogni aspetto. Il modo in cui il personaggio della Gainsbourg massacri il marito fino a farlo eiaculare sangue ed il suo successivo tagliarsi la vagina sono tra le scene più disturbanti, e pregne di significato, del Cinema. La distruzione della Natura passa dalla propria autodistruzione. La Natura è vita ed ogni forma di vita è destinata alla morte, spargendo, in questo modo, dolore e disperazione. Ed ecco che ci ritroviamo a vedere la Natura, nel modo in cui la vede una persona depressa: ovvero maligna.

E poi il finale, l’epilogo, con la stessa medesima messa in scena del prologo: ralenti; bianco e nero; “Lascia ch’io pianga”. Un rimembrare l’inizio del film che come un uroboro, come l’anello di Moebius e come il cerchio della vita torna tutto allo stato iniziale. Un continuo ripetersi di cicli su cicli.

3

“Tre anni fa ho sofferto di depressione per la prima volta in vita mia. Con questo film ho cercato di reagire, di riprendermi rispetto a quando me ne stavo sdraiato a letto a fissare il muro per giorni. L’ho fatto per due mesi, ininterrottamente, senza avere l’energia di fare altro. È stata un’esperienza molto difficile.” (Lars von Trier)

Annunci

Informazioni su Giovanni Berardi

Interista dalla nascita, grandissimo appassionato di Cinema, Musica e Serie TV.
Questa voce è stata pubblicata in Drama, Erotico, Horror, Thriller e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

3 risposte a “Antichrist” di Lars von Trier

  1. Pingback: “Melancholia” di Lars von Trier | The Manager Experience

  2. Pingback: “Nymph()maniac” di Lars von Trier | The Manager Experience

  3. Pingback: “The Witch” di Robert Eggers | The Manager Experience

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...