“Mr. Nobody” di Jaco Van Dormael

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Si dice che prima di nascere, quando si è in una specie di limbo, ogni individuo conosce perfettamente tutto quello che sarà della propria vita. Poi, non appena è il turno della propria nascita, delle creature eteree, gli Angeli dell’Oblio, appoggiano un dito sulla bocca di ogni futuro nascituro lasciando un segno sopra il labbro superiore, che sta a significare la completa dimenticanza di quella che sarà la propria vita futura. Ma cosa succederebbe se, per puro caso, un Angelo saltasse un futuro nascituro?
Ladies and Gentlemen, per la regia di Jaco Van Dormael, “Mr. Nobody”.

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Anno 2092. Il mondo, ormai, è comandato da una società distopica dove ogni vizio, ogni passione, ogni sentimento e soprattutto la morte sono concetti completamente superati. L’ultracentenario Nemo Nobody (un Jared Leto nella sua miglior prestazione attoriale), il protagonista della pellicola, è l’ultimo dei mortali e un po’ come il caro Truman Burbank è il protagonista di una specie di docu-reality, in questo caso, sui suoi ultimi giorni di vita. Non si ricorda come si trovi lì, ha un buco mentale di circa 70 anni e cerca in ogni modo di ricordare la sua vita, o forse sarebbe più giusto dire… le proprie vite. Sì, perché quel ragazzo dimenticato, per caso, dalle creature eteree poco prima della propria nascita, è proprio lui.
Nemo Nobody ha la capacità di vedere tutti i suoi possibili futuri.

Il Tempo è una dimensione che va in un’unica direzione e proprio per questo si lega indissolubilmente alla Vita di un essere umano pur essendo strutturalmente diversi. Il Tempo è una semplice linea continua mentre la Vita, fondamentalmente, è una gigantesca prateria piena di binari che s’intersecano fra di loro, con una sola direzione senza alcuna possibilità di tornare indietro una volta scelto un determinato binario, ma “finché non si sceglie, tutto resta possibile” ed è proprio questa la differenza tra il Tempo e la Vita: la possibilità di scelta, anche infinitamente minima. La Vita è fatta da piccole, apparentemente insignificanti scelte, che cambieranno per sempre l’esistenza di un individuo e nessuno, mai, potrà sapere cosa sia stato perduto o lasciato.

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Escamotage geniale quello del “potere” innato di Nemo, che permette al regista belga di narrare ogni singola linea della Vita del protagonista, il quale dovrà fare la più devastante scelta che un bambino di nove anni possa dover mai affrontare: scegliere di seguire la mamma o il papà… Oppure una terza, improbabile, ma possibile scelta.

Un bivio incredibile, una scelta devastante che funge da catalizzatore di tutte le varie e numerose vie della vita di Nemo, che noi spettatori guardiamo, ammiriamo e rimaniamo soggiogati per tutta la durata della pellicola, con questa gigantesca struttura da mind-fuck movie costruita ad hoc. Una struttura assolutamente funzionante, perfetta in ogni suo ingranaggio e coerente con tutti i temi intrapresi, senza alcun buco logico che avrebbero potuto disintegrare un film di questo tipo, il tutto coadiuvato da un montaggio dinamico e cinetico perfettamente dosato con degli stacchi degni di nota, come quello tra un universo parallelo e un altro tramite una semplice cartolina o tramite un appassionante abbraccio tra due amanti che si giurano amore eterno qualsiasi cosa accada, in qualsiasi tempo e in qualsiasi dimensione.

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Un frame che racchiude tutta la struttura del film.

Jaco Van Dormael riesce ad inondare le menti degli spettatori con questa direzione artistica completamente anti-conformista, implementando nozioni di fisica quantistica e filosofia in maniera perfetta: prende il post-moderno, lo fa completamente suo e ci ricama sopra le proprie regole creando qualcosa di veramente originale, rendendo la pellicola un vero e proprio flusso di coscienza che colpisce lo spettatore come un fortissimo tsunami.
Non contento, il regista belga, decide di dare anche (e soprattutto) spazio ai sentimenti e al sentimento, che più di ogni altro riesce ad esser qualcosa di puramente trascendente, l’Amore, inondando, in questo modo, anche il lato più istintivo e passionale della platea.

L’Amore, in ogni sua singola sfaccettatura, è presente in maniera costante per tutta la durata del film scandendo, insieme ad una colonna sonora meravigliosa, il tempo di tutte le vite vissute da Nemo. L’Amore è la costante che, come in “Interstellar”, trascende qualsiasi legge fisica andando a colpire il protagonista sempre e in qualsiasi universo parallelo lui si trovi, esattamente come il personaggio di Anna che, in un modo o nell’altro, riesce ad incontrare in ogni dimensione parallela, divenendo, di fatto, la personificazione dell’Amore stesso.

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Jaco Van Dormael scrive e dirige uno dei migliori film degli ultimi 20 anni, mettendo in scena un dramma romantico con quel pizzico di fantascienza adulta ed intimista che riesce a regalare sempre delle grandi e profonde soddisfazioni per l’anima e per i sentimenti di ogni singolo spettatore.

“Non ho paura di morire, ho paura di non aver vissuto abbastanza. Bisognerebbe scrivere sulle lavagne di ogni scuola: ‘La vita è un parco giochi o nulla’.”

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Informazioni su Giovanni Berardi

Interista dalla nascita, grandissimo appassionato di Cinema, Musica e Serie TV.
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